Aurora boreale/SAR sui cieli del Nord Italia oggi 19 aprile 2024

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Nuovo avvistamento di aurora boreale/SAR sopra i cieli del Nord Italia, specialmente l’arco alpino: ad immortalare lo spettacolo alcune webcam e la prontezza di riflessi di numerosi avvistatori

Dopo il clamoroso spettacolo dell’aurora boreale del 5 novembre 2023 (preceduto da un altro avvisamento tra 24 e 25 settembre) l’aurora boreale (anche se molto probabilmente si è trattato di SAR) è stata avvistata sui cieli del Nord Italia, prevalentemente appennino modenese ed arco alpino del medio Triveneto. Probabilmente sulle Alpi del Nord-Est avremmo potuto avere molte più segnalazioni, ma il meteo è pessimo e nelle zone dove, si stimano, potrebbero esserci stati gli avvistamenti migliori sul territorio nazionale, è nuvoloso o sta piovendo/nevicando in montagna.

Il bellissimo scatto di Tita Lorenza Fain da Tambre, provincia di Belluno

Il bellissimo scatto di Tita Lorenza Fain da Tambre, provincia di Belluno

Come anticipato nel precedente paragrafo, forse non si è trattato di una semplice aurora boreale, bensì di un fenomeno molto più complesso (quello che ha generato lo spettacolo maggiore sull’Italia lo scorso novembre, con avvistamenti di SAR fin sul Gargano!). Vediamo insieme le differenze:

SAR sta per arco aurorale rosso stabile, in inglese “stable auroral red arc”. Di colore prettamente rosso, viene spesso considerato un “antipasto” dell’aurora vera e propria, e per questo motivo, in occasione di tempeste geomagnetiche consistenti, non è difficile imbattersi in questo fenomeno. Sono frutto di dinamiche innescate all’interno della fascia di Van Allen, con spostamenti enormi di energia termica nella Termosfera che trasportano milioni di ampere intorno al nostro pianeta, generando delle grandi “ciambelle” di colore rosso, che in pochi minuti possono percorrere grandi distanze, e per questo motivo il SAR, quando è visibile, ha una durata di 5 minuti circa, quindi bisogna essere molto rapidi nell’osservazione e nelle foto! In una situazione normale, le fasce di SAR, grazie al magnetismo terrestre, intrappolano le particelle solari ad altezze importanti, ma in caso di tempeste geomagnetiche, il campo magnetico terrestre può essere leggermente indebolito, abbassando l’altezza dei SAR e rendendo visibile il fenomeno più in basso. Servono comunque tempeste molto significative per permettere l’osservazione ad occhio nudo, essendo lo spettro luminoso dei SAR generalmente molto debole.

L’AURORA BOREALE è un fenomeno ottico atmosferico, proprio come fulmini e arcobaleni. A differenza dei SAR, le aurore boreali vengono generate dagli elettroni (vento solare) che vengono spinti verso il campo magnetico terrestre, entrando in collissione a grandissima velocità con gas e particelle nelle zone esterne della nostra atmosfera. A causa della forma del nostro Pianeta, i poli sono più esposti e ricevono la carica di elettroni in dosi più massicce dal Sole. Il movimento di queste particelle produce energia e quindi luce (il tutto ad un’altezza di circa 70-120 km sul livello del mare) di differente lunghezza d’onda e colore. Il verde è il colore più frequente e le aurore possono avere questo colore anche in caso di attività solare ed eruzioni solari blande, mentre il rosso è il colore più raro e indica eruzioni solari potenti (e anche per questo è facile confonderle con i SAR). L’aurora si distingue dai SAR anche per via della sua forma: le aurore sono sinuose e danzano nel cielo anche per delle ore, nei casi più fortunosi, e si esibiscono in forme allungate o sottoforma di pilastri in movimento. I SAR sono archi veri e propri che, qualora visibili, scorrono rapidamente da Nord a Sud senza creare forme particolari.

Webcam di Pian Cansiglio mostra chiaramente un fenomeno ibrido tra SAR e Aurora boreale! Fonte webcam www.piancansigliometeowebcam.it/

Webcam di Pian Cansiglio mostra chiaramente un fenomeno ibrido tra SAR e Aurora boreale! Fonte webcam www.piancansigliometeowebcam.it/

Indice KP, indice che misurano i disturbi geomagnetici, mostra un valore di 7 su 9, piuttosto intenso

Indice KP, indice che misurano i disturbi geomagnetici, mostra un valore di 7 su 9, piuttosto intenso

 

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