Il cielo di aprile 2021: pianeti, costellazioni, oggetti ed eventi astronomici

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Ritorna la nostra guida mensile sul cielo del mese e sui principali eventi astronomici! Scopriamo dunque cosa osservare nel cielo di aprile 2021!

SCIAMI METEORICI DI APRILE

Tornano le stelle cadenti! Lo sciame delle Liridi sarà attivo dal 16 al 26 aprile, raggiungendo il suo picco il 22 aprile.

Le Liridi sono residui di una cometa non periodica, la C/1861 G1 (Tatcher). Il radiante dello sciame è situato nella costellazione del Lira, in prossimità della brillante Vega.

La Luna si troverà a cavallo tra le fasi di Primo quarto e Gibbosa crescente nei giorni del picco; non dovrebbe infastidire l’osservazione delle meteore in maniera eccessiva, trovandosi nella costellazione dei Gemelli. La luminosità di queste meteore, tuttavia, non è elevatissima (circa +2). Di conseguenza, sarà più facile osservarle dalle zone sub-urbane e di campagna.

LA LUNA E I PIANETI VISIBILI

Le fasi lunari di questo mese

Ultimo quarto: 4 aprile.
Luna nuova: 12 aprile.
Primo quarto: 20 aprile.
Luna piena: 27 aprile.
La Luna piena di questo mese è tradizionalmente chiamata “La Luna Rosa” e sarà una “Superluna”, trovandosi nella fase di Luna piena proprio in prossimità del perigeo lunare.

Pianeti e congiunzioni

MARTE – Marte risulta ancora il pianeta protagonista nel cielo di aprile, visibile nelle prime ore della sera. Sarà individuabile nella costellazione del Toro, ma transiterà nei Gemelli tra il 23 e il 24 aprile. Di seguito, ecco le congiunzioni e gli eventi astronomici che vedranno protagonista il pianeta rosso:

  • 3 aprile – Marte si troverà sulla congiungente tra le stelle Aldebaran e Elnath. I tre corpi celesti risulteranno quasi allineati. Elnath e Marte saranno poi in congiunzione il giorno 11 aprile.
  • 17 aprile – congiunzione tra Luna e Marte. Purtroppo, il momento esatto dell’evento non sarà visibile dall’Italia.

La congiunzione tra Marte e Elnath – Stellarium Astronomy Software

GIOVE E SATURNO – Migliora sensibilmente la visibilità dei giganti Giove e Saturno, osservabili sempre prima dell’alba. La Luna sarà in congiunzione con Saturno il 6 aprile, con Giove il giorno seguente.

VENERE E MERCURIO – Risultano praticamente inosservabili. Solo Mercurio sarà visibile fugacemente verso la fine del mese dopo il tramonto.

URANO E NETTUNO – Urano è situato nella costellazione dell’Ariete, visibile solamente per poche ore dopo il tramonto. Nettuno si trova in Aquario, ma sarà molto arduo riuscire ad individuarlo al telescopio, spuntando nel cielo poco prima dell’alba.

LE COSTELLAZIONI DEL MESE

PRIME ORE DELLA SERA

Panoramica del cielo di aprile – 11/04/21 da Roma, ore 21:30 – Stellarium Astronomy Software

Tra sud-ovest e ovest, possiamo avvistare ancora le costellazioni invernali e le stelle dell’Esagono, ormai molto basse e pronte a lasciare spazio alle formazioni celesti primaverili.

Tra nord-est e sud-est infatti saranno protagoniste il Leone, la Vergine, il Boote e le piccole Chioma di Berenice e Corona Boreale. Verso sud-est e sud sarà presente anche la gigantesca Idra, sebbene l’unica stella degna di nota in questa regione sia Alphard, con ua magnitudine apparente di poco inferiore a +2.

Nella parte settentrionale della volta celeste, l’Orsa Maggiore appare molto alta e prossima allo zenith, assieme alla Lince. Opposte all’Orsa, quindi più basse, troveremo Cassiopea e Cefeo.

TARDA SERATA

Panoramica del cielo di aprile – 12/04/21 da Roma, ore 00:00 – Stellarium Astronomy Software

Verso sud troveremo Leone e Vergine a dominare il cielo stellato mentre ad ovest saranno ancora visibili Auriga e Gemelli.

In direzione est, il Boote avanzerà verso la sua ascesa allo zenit, dove al momento troviamo i Cani da Caccia. Al Boote seguiranno la Corona Boreale, Ercole e Lira, con la sua bellissima Vega.

Ricordiamo che le stelle principali di Boote, Vergine e Leone formano l’asterismo chiamato Triangolo Primaverile. In alcuni riferimenti il Triangolo viene indicato da Arturo, Spica e Denebola, seconda stella più brillante del Leone, al posto di Regolo. Altro asterismo in questa regione è il Grande Diamante, o Diamante della Vergine, formato dal quartetto Cor Caroli, Arcturus, Spica e Denebola.

Con l’avanzare delle ore notturne, si mostrerà un appetitoso anticipo dei cieli tipici dell’estate. La Via Lattea si solleverà sopra l’orizzonte, portando con sé le costellazioni del Cigno e dell’Aquila. Saranno visibili anche l’Ofiuco e la bellissima Antares, che sorgerà verso sud-est dopo le 23:40 circa.

STELLE E OGGETTI DEL PROFONDO CIELO

COSTELLAZIONI INVERNALI

Nelle prime ore della sera nel cielo di aprile è ancora possibile dare un fugace sguardo alle costellazioni che ci hanno tenuto compagnia nei freddi mesi invernali. Salutiamo dunque il grande cacciatore Orione, il Cane Maggiore , il Toro e diamo un ultimissimo sguardo alle meraviglie nei loro confini.

Non perdiamo assolutamente l’occasione di dare un’ultimo sguardo alla spettacolare Beta Monocerontis, la Wonder Star di William Herschel.

Restiamo nei pressi di Auriga, Gemelli e Cancro, ancora ben visibili: potremo ammirare lo splendido trio di ammassi aperti M36, M37 e M38 in Auriga, l’Ammasso del Presepe (Beehive cluster) nella costellazione del Cancro, lo splendido ammasso aperto Messier 35 nella costellazione dei Gemelli.

UNA NOVA IN CASSIOPEA

Posizione di Nova Cas 2021 tra Cassiopea e Cefeo – Stellarium Astronomy Software

Scoperta da Yuji Nakamura il 18 marzo 2021, Nova Cassiopeia 2021 (V1405 CAS o PNV J23244760+6111140) è situata nella “W” più famosa del cielo stellato, non lontana dall’ammasso aperto M52. Al momento della stesura di questo articolo, la sua magnitudine apparente si attesta attorno a +8 circa.

Non è visibile ad occhio nudo, sfortunatamente; avrete bisogno di un buon binocolo o un telescopio per vederla.

LE NOVAE, IERI E OGGI

Nell’antichità, questi eventi venivano proprio interpretati come “stelle nuove”, mai osservate prima poiché nromalmente troppo flebili per essere individuate ad occhio nudo. Ecco quindi l’origine del termine “nova”, che è rimasto con noi fino ai giorni nostri.

Oggi, l’astrofisica ha permesso di conoscere le caratteristiche e l’evoluzione delle novae in maniera più chiara. Sono eventi astronomici esplosivi e intensi, associati a sistemi stellari binari in cui sono presenti una stella e una compagna degenere, una nana bianca. In questo contesto, la nana bianca cattura materia dalla stella compagna, accumulando idrogeno sulla sua superficie. L’accumulo di idrogeno causa infine reazioni di fusione nucleare a catena, portando al fenomeno esplosivo che genera la nova. La luminosità dell’astro aumenta notevolmente, liberando una grande quantità di energia, risplendendo nell’oscurità dello spazio interstellare.

Certo, non si tratta di una Supernova di Tipo Ia per intensità. Sia la nana bianca che la compagna sopravvivono a questo outburst energetico. Resta comunque un evento relativamente raro e spettacolare.

GUIDA ALL’OSSERVAZIONE

Come individuare Nova Cas 2021? Prolungate la congiungente tra Caph e Shedar fino a trovare un grappolo di stelle, l’ammasso M52. Sotto ad M52, troverete una cintura di quattro stelle, due bianche e due rossastre molto deboli. La stella più luminosa in questa zona è HIP 115691 (in basso a sinistra della nova, nell’immagine successiva). La nova si trova indicativamente tra questa stella e le stelle bianche al vertice della “cintura” sopra menzionata (provate a disegnare una sorta di asterismo a forma di triangolo con queste stelle), con una compagna visuale chiamata HIP 115566.

Per i possessori di montature GO-TO, le coordinate sono : 23h 24m 47.73s in ascensione retta e +61° 11′ 14.8” in declinazione.

 

La posizione della nova – Stellarium Astronomy Software

Sebbene Cassiopea non sia particolarmente alta sopra l’orizzonte, provate ad osservarla e a seguire la sua evoluzione nel cielo di aprile.

Novae così luminose non capitano tutti i giorni!

ORSA MAGGIORE

L’osservazione dell’Orsa Maggiore risulta ottimale nel cielo di aprile. Le stelle principali di questa costellazione formano il celebre asterismo del Grande Carro.
Mizar e Alcor sono una delle coppie celesti più celebri di sempre, situate nella coda dell’Orsa. Dubhe, secondo astro per magnitudine apparente, è un’altra stella multipla risolvibile al telescopio. Stella doppia solo apparenza, poiché Dubhe è un sistema stellare quadruplo.

Non perdiamoci le splendide galassie situate nell’Orsa: la Galassia Girandola (M101) e le galassie M81 e M82.

LEONE

La regione che comprende le costellazioni di Leone, Vergine, Chioma di Berenice contiene un numero estremamente elevato di galassie.

Regolo spicca nella costellazione del grande Leone. Si tratta di un sistema stellare quadruplo a circa 79 anni luce di distanza. La componente principale è una binaria spettroscopica, mentre le stelle Regulus B e C possono essere individuate anche con un piccolo telescopio a circa 2 primi d’arco dalla componente principale, Regulus A.

Un altro sistema multiplo da non farsi sfuggire è Algieba, o Gamma Leonis. Algieba è una stella binaria, risolvibile al telescopio, formata da uno splendido duo di astri di colore rosso-arancione e giallo. Zosma e Denebola sono anch’esse stelle doppie, da aggiungere alla nostra lista degli oggetti da osservare al telescopio. Per gli appassionati di astrofotografia, non fatevi sfuggire il Tripletto del Leone, formato dalle galassie M65, M66 e NGC 3628 e situate a circa 35 milioni di anni luce di distanza.

VERGINE

Nella Vergine si trova un maestoso ammasso di galassie. Qui sarà possibile individuare la galassia Virgo A, o M87, il più celebre membro dell’Ammasso della Vergine. Il buco nero supermassiccio situato al centro di questa galassia è stato studiato e ripreso dall’Event Horizon Telescope. Le osservazioni del progetto hanno prodotto la prima storica immagine di un buco nero, il 10 aprile 2019. Una nuova elaborazione in luce polarizzata di questo colosso cosmico è stata pubblicata il 24 marzo 2021.

Un’altra galassia spettacolare individuabile in questa costellazione è la Galassia Sombrero, M104.

Tra le stelle doppie segnaliamo Porrima, Gamma Virginis, una splendida binaria risolvibile con l’ausilio di un telescopio.

CHIOMA DI BERENICE, BOOTE

La Chioma di Berenice è situata tra le costellazioni del Boote, dei Cani da Caccia, del Leone, della Vergine e dell’Orsa Maggiore. Le tre stelle principali della Chioma possiedono tutte una magnitudine apparente superiore a +4; risultano quindi difficili da individuare, sebbene siano effettivamente visibili ad occhio nudo. Tra gli oggetti del profondo cielo in questa regione vi sono la Galassia Occhio Nero M64 e l’ammasso globulare M53.

Arcturus, o Arturo, nel Boote, è la stella più luminosa dell’emisfero celeste boreale, la quarta dell’intero cielo notturno. Si tratta di una gigante arancione situata a circa 37 anni luce da noi, con un’età stimata di circa 7 miliardi di anni. Vi sono anche numerose stelle doppie e binarie presenti in questa costellazione. Izar è senza dubbio una delle più belle del Boote, ma non neghiamo una visita alle magnifiche Delta, Kappa, Xi, Mu e Iota Bootis. Sul fronte deepsky, l’unico oggetto sufficientemente luminoso in questa costellazione è l’ammasso globulare NGC 5466.

CANI DA CACCIA, ERCOLE

La stella principale dei Cani da Caccia è Cor Caroli, “il cuore di Carlo”, una binaria situata a circa 110 anni luce di distanza. In questa regione troveremo anche l’ammasso globulare M3 e le galassie M51, la Galassia Girasole M63 e M94. Nei Cani da Caccia possiamo osservare anche La Superba (Υ Canum Venaticorum), denominata così da Angelo Secchi. Si tratta di una splendida stella variabile caratterizzata da una colore rosso molto vivo e intenso. Si ritiene che La Superba sia ormai prossima alla fine della sua esitenza, che terminerà con il rilascio degli strati della sua atmosfera nello spazio per formare una nebulosa planetaria. Essa appartiene poi alla classe delle stelle al carbonio, astri con atmosfere ricche di questo elemento.

Nella costellazione dell’Ercole ritroviamo lo stupefacente ammasso globulare Messier 13, situato tra le stelle Eta e Zeta Herculis. Infine, Ras Algheti è uno splendido sistema stellare multiplo, tra i più belli, le cui componenti principali sono separate da circa 4,6 secondi d’arco.

Questo era tutto per il cielo di aprile!

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