Inquinamento luminoso: come provare a ridurlo? Dati e alcune possibili soluzioni

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L’inquinamento luminoso è un serio problema che attanaglia l’Italia, l’Europa e vaste zone del mondo: si può fare qualcosa per arginare questo problema? Qualche piccolo suggerimento per arginare il problema

Vi siete mai chiesti quanto siano importante la notte e il buio? E in tutto ciò, vi siete mai chiesti l’importanza, fisiologica e naturale, di avere una nettissima distinzione fra luce diurna e luce notturna, fra giorno e notte, sia a livello di bioritmi e stile di vita umana, sia dal punto di vista del regno animale e vegetale?

Nel mondo, l’ecosistema animale terrestre è dominato da esseri viventi in grado di adattarsi al buio, ovvero alla pratica delle loro funzioni vitali essenzialmente dopo il tramonto, o in moltissimi casi quasi esclusivamente nelle ore notturne o nei momenti adiacenti il tramontare del Sole. Tra questi rientriamo noi, ovviamente, mammiferi evoluti dai primati, che possiamo adattare facilmente le nostre funzioni vitali sia di giorno che di notte, sia per mezzo della nostra vista ben sviluppata e del nostro adattamento al buio, sia per mezzo delle nostre invenzioni tecnologiche, e così durante le ore più buie della giornata (nella notte) riusciamo a recuperare tutte le energie spese, rigenerandoci per il nuovo giorno.

Avete mai pensato a cosa potrebbe accadere se la notte non esistesse più e ci fosse solo il giorno? Sarebbe catastrofico.

Gli animali si sentirebbero frastornati, persi, confusi in quell’ambiente che sino a pochi decenni fa era stato preservato. Non riuscirebbero più a seguire il loro (il nostro) ritmo circadiano e gli effetti sarebbero devastanti, causando estinzioni di massa, attacchi di panico, perdita della ragione. Non riuscendo più a governare i nostri bioritmi, l’uomo stesso avrebbe dapprima grosse difficoltà nel prendere sonno, causato anche dagli orari completamente sballati, poi frequenti sbalzi di umore, difficoltà nel gestire la rabbia e i sentimenti in generale, perdita di produttività, fino a cedere all’ira. Questo ovviamente nel caso in cui la notte scomparisse dall’oggi al domani, perché bisogna ricordare che ci sono alcune zone del mondo dove per alcuni giorni dell’anno, la notte dura 24h o il giorno dura 24 (rispettivamente durante l’inverno o l’estate): stiamo ovviamente parlando delle are sopra il Circolo Polare Artico o sotto il Circolo Polare Antartico, che possono avere uno o più giorni di notte o giorno senza interruzioni, fino ad arrivare a diversi mesi consecutivi, man mano che ci si sposta verso Nord o Sud. In queste aree, dove ovviamente la densità abitativa è bassissima, se non nulla, la popolazione e gli animali che li abitano sono abituati o hanno preso delle contromisure alle lunghe notti polari, o ai giorni polari.

Parliamo di perdita del buio, ma non della notte: il fenomeno dell’inquinamento luminoso

Purtroppo il buio sta davvero scomparendo, a causa dell“ALAN” (Artificial Light At Night): l’inquinamento luminoso in parole povere. La necessità di proteggere e ripristinare l’ambiente notturno naturale è più urgente che mai. E proprio per questo Astronomitaly si sta impegnando con il progetto dei Cieli Più Belli d’Italia, una certificazione astroturistica che vuole salvaguardare il cielo stellato e al tempo stesso creare un’offerta turistica attorno alle destinazioni, che possono essere location private, hotel, comuni o borghi medioevali, in modo da spingere le persone a tornare a vedere le stelle e scegliere un viaggio e una forma di turismo pienamente sostenibile.

Inquinamento luminoso in Italia, siamo messi malissimo! Fonte foto lightpollutionmap

Inquinamento luminoso in Italia, siamo messi malissimo! Fonte foto lightpollutionmap

L’inquinamento luminoso, definito come la presenza di luce artificiale in punti in cui non è necessario, sta colpendo la nostra salute, l’ambiente, la fauna selvatica e la nostra capacità di provare stupore nella notte naturale.

Recenti studi scientifici hanno dimostrato che può indurre persino alla mortalità di molte creature. Qui di seguito una lista di alcuni degli effetti negativi della luce artificiale sul nostro habitat:

  • Christopher Kyba, del German Research Centre for Geosciences, fa sapere che “L’83% della popolazione mondiale e il 99% degli abitanti di Europa e Stati Uniti vive sotto un cielo più luminoso del 10% rispetto a quanto dovrebbe essere naturalmente, al punto tale da interferire con le osservazioni astronomiche”. A interferire così tanto ci sono luci di ogni tipo, da quelle di auto, segnali stradali, cartelloni, lampioni a quelle di edifici e addirittura, come nel deserto, dei pozzi petroliferi. Porti, aeroporti e basi militari sono in assoluto le fonti di maggiore inquinamento luminoso.
  • Sempre secondo Christopher Kyba, circa il 15% della popolazione mondiale non è più in grado di usare il bastoncello, è una cellula fotosensibile della retina che ci permette di osservare bene al buio, tramite l’adattamento del nostro occhio.
  • Circa un quarto del cielo terrestre è fortemente inquinato dalle luci artificiali, e che le emissioni dirette aumentano del 2% ogni anno.
  • I pipistrelli, notoriamente alcuni tra gli animali notturni per eccellenza, hanno un apparato visivo altamente specializzato per l’adattamento al buio, ma a causa della troppa luce non riescono più a cacciare, considerando che cacciano in zone prive di luci, individuando nel buio le loro prede (essendoci più luce, le prede riescono a percepire prima e meglio il pericolo, e a scappare).
  • Le tartarughe marine nel momento della schiusa, invece di essere attratti dallo sbrilluccichio delle stelle e della Luna sul mare, scambiano le luci artificiali (specie i lampioni) per il mare. Purtroppo mi è capitato personalmente, durante alcune esperienze di volontariato nell’Oasi di Torre Salsa, di constatare la morte per schiacciamento d’auto di diverse tartarughe, colpevoli di essersi dirette verso il lungomare e la strada, invece che il mare. Nella maggiorparte dei casi comunque i nidi, almeno in Italia, vengono individuati, protetti e sorvegliati per tutto il tempo. Per lo stesso motivo, le tartarughe femmina possono avere maggiori problemi nell’individuare il luogo di nidificazione degli anni precedenti.
  • Le luci artificiali interrompono il gracidare notturno di rane e rospi negli stagni, interferendo o alterando i processi di accoppiamento e ricerca del partner, diminuendo drasticamente la popolazione di questi animali.
  • Problema molto simile per i coralli, il cui orologio biologico riproduttivo è sincronizzato con le fasi lunari. La presenza di grandi hotel e conseguenti illuminazioni artificiali mandano in tilt questo sistema riproduttivo (fenomeno fortemente visibile in Mar Rosso e Caraibi).
  • Gli uccelli basano le loro migrazioni anche sulle fasi lunari, essendo anche attratti dalle luci. Milioni di uccelli muoiono per colpa di schianti verso edifici fortemente illuminati o che alterano il paesaggio e confondono i flussi migratori.
  • La luce artificiale notturna riduce i livelli di melatonina (ormone che ha una funzione regolatoria nel nostro organismo) inducendo mal di testa, insonnia, disfunzioni sessuali e stress. La mancanza di melatonina è inoltre deleterio per il nostro sistema immunitario, rendendo difficile la produzione di altri ormoni e aumentando il rischio di contrarre diabete di tipo 2 e tumori.
  • Inoltre, è bene sottolineare a caratteri cubitali che l’inquinamento lumoniso sta facendo scomparire le stelle. La Via Lattea è sempre meno visibile, bisogna andare sempre più lontano per poter ammirare una Via Lattea di rara bellezza. In Italia ci stiamo lavorando, anche se il nostro paese è uno di quelli messi in assoluto peggio dal punto di vista dell’inquinamento luminoso e della perdita del cielo buio e stellato, a causa dell’enorme antropizzazione di gran parte della Penisola. Stiamo comunque facendo del nostro meglio per certificare location di ogni tipo e tentare di creare delle piccole oasi stellate dove tornare a riveder le stelle. E’ assurdo che durante le nostre attività sentiamo spesso persone dire “ah che bella la Via Lattea, in Italia non l’ho mai vista”. Questo perché sono sempre meno le aree dove la Via Lattea è visibile nitidamente in Italia (qui trovate comunque la lista delle location certificate fra i Cieli Più Belli d’Italia) e al tempo stesso, molti non sanno che, sebbene le aree buone stiano progressivamente diminuendo, spostandoci ad appena 20-30 km dalle città si inizia a vedere la Via Lattea. Mano a mano che ci si sposta sempre più lontano dai grandi centri urbani, la qualità della Via Lattea aumenta. Poi ovviamente ci sono tante aree lontano dall’Italia dove l’inquinamento luminoso è pressochè nullo (Ksar Ghilane in Tunisia, M’Hamid El Ghizlane in Marocco, Siwa in Egitto, Wadi Rum in Giordania, Tivoli Farm in Namibia, Atacama Desert in Cile, solo per citare alcuni luoghi più eclatanti).

La scienza comunitaria svolge un ruolo importante nella lotta all’inquinamento luminoso. È necessario aumentare la consapevolezza sull’impatto dell’inquinamento luminoso invitando gli scienziati e tutti gli abitanti delle zone ad alto rischio a misurare e inviare osservazioni sulla luminosità del cielo notturno, ma soprattutto, iniziare a sensibilizzare la popolazione che si può fare qualcosa per arginare questo problema, aumentando i flussi turistici verso le zone a basso inquinamento luminoso e portandoli a vedere le stelle e la Via Lattea.

Più luce non significa necessariamente più sicurezza.

Ciascuno di noi può fare la differenza a partire dalla propria abitazione, creando un ambiente più sicuro per preservare la “notte naturale”. Ad esempio potremo mettere in atto delle semplici accortezze, come utilizzare dispositivi completamente schermati, adatti al cielo scuro. Ciò significa che la direzione della luce è verso il basso e non si creano riflessi e contrasti:

  • Fare in modo di accendere la luce e di lasciarla accesa laddove è veramente necessario.
  • Troppa luce danneggia la vista, usane meno! Meno luce da usare, meno corrente necessaria, meno spreco, più guadagno.
  • Una buona progettazione dell’illuminazione può mitigare l’abbagliamento.
  • Evitare la dispersione della luce verso l’alto, inserendo delle apposite coperture sopra le luci: meno dispersione di luce significa meno quantità di luce verso l’alto, minor presenza di luce da destinare, risparmio energetico conseguente per il minor consumo di energia.
  • Le luci con meno di 3000k di temperatura sono maggiormente indicate per ridurre problemi e difficoltà.
  • Non ultimo, scegliere una vacanza sostenibile, magari in una location certificata fra i Cieli Più Belli d’Italia, promuovendo l’astroturismo e dicendo a tutti quanto è bello poter tornare a vedere le stelle e la Via Lattea.

L’illuminazione in eccesso immette ogni anno milioni di tonnellate di CO2 nella nostra atmosfera, aumentando le emissioni di gas serra e contribuendo al cambiamento climatico.

“Possiamo creare un mondo più sostenibile, più pulito e più sicuro facendo scelte energetiche più sagge”.

Robert Alan Silverstein, autore di libri di scienze per bambini.

Presto un nuovo articolo sul cosa è l’inquinamento luminoso e qual è la situazione in Italia e nel mondo nel dettaglio.

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