Osservare la Via Lattea e le stelle in Tunisia: la mia esperienza a Ksar Ghilane

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Tra le tante attrazioni della Tunisia non poteva che mancare l’astroturismo e l’osservazione della Via Lattea: racconto di viaggio da Ksar Ghilane

Viaggio regolarmente tra Italia e Tunisia dal 2017, vistando in lungo e in largo questo straordinario paese del Nord Africa, in cerca di angoli nascosti da promuovere, valorizzare, vivere a 360 gradi. La Tunisia è un paese del Nord Africa, facilmente raggiungibile dall’Italia grazie a collegamenti via nave e aereo. Con una popolazione di circa 12 milioni di abitanti, capitale Tunisi, questo paese è in grado di offrire praticamente tutto, da mari cristallini, a città con centri storici patrimoni UNESCO, parchi nazionali, deserti. A proposito, sapevate che la Tunisia è stata la sede di tutti i set del pianeta Tatooine di Guerre Stellari?

Ma la Tunisia ha molto di più: il deserto, che qui si divide in tre zone distinte ed estremamente diverse tra loro. Abbiamo i Monti degli Ksour, con le province di Medenine e Tataouine e i villaggi berberi di montagna, abbiamo l’erg (il deserto sabbioso) che si estende attorno alla città di Douz, fino al confine con Algeria e Libia, e abbiamo lo chott, il deserto piatto, che circonda buona parte delle città di Tozeur e Nefta. Ognuno di questi punti offre locations estremamente suggestive sia per motivi di viaggio, anche andando all’aventura ma sempre con un buon standard di ricettività turistica e tanta disponibilità e accoglienza locale, sia per motivi di turismo astronomico.

In questo articolo vorrei concentrarmi essenzialmente su un punto, quello che a noi di Astronomitaly sta più a cuore di tutti: la visibilità del cielo stellato e della Via Lattea.

Ho soggiornato tante volte nei deserti e nelle aree aride del mondo, dormendo sotto le stelle a Wadi Rum in Giordania, a Merzouga e M’Hamid El Ghizlane in Marocco, negli Emirati Arabi Uniti, nelle yurte uzbeke nel deserto del Kizilkum, a Siwa e nel deserto Bianco in Egitto, passando per il Sud della Turchia, il deserto di Lut e Cabo de Gata in Spagna. Ma quella volta in Tunisia mi è capitato di assistere a qualcosa di completamente nuovo, qualcosa che in parte avevo già assistito anche al sopralluogo di certificazione di Tenuta delle Ripalte, Isola d’Elba, fra i Cieli Più Belli d’Italia.

Era una caldissima giornata di fine agosto del 2023 in Tunisia. Il Sud del paese, ancora una volta, mi ha chiamato a gran voce. Malgrado l’aereo di ritorno per l’Italia fosse schedulato dopo appena una settimana, decido di recarmi alla stazione dei bus di Tunisi, a Bab Alioua, direzione Douz e Sud tunisino. Con me Veronica, una delle mie più care amiche, una che la mattina mangia pane e arabo. Dopo 7 ore filate di bus notturno, dove ho avuto modo di vedere la costellazione di Orione con tanto di nebulosa visibile ad occhio (e per essere visibile una nebulosa distante 1344 anni luce da noi a bordo di un bus, significa che di luci non ce n’erano proprio) siamo arrivati alla piccola stazione di Douz, il capolinea. Facce stanche si aggirano tra decine di pacchi e borse, portate da amici e familiari che sono scesi per lavoro o per trovare qualcuno. Stanchi morti, decidiamo di passare il resto della notte in un gradevole affittacamere proprio dietro la piazza principale di Douz, l’Hotel La Tente, per appena 10 euro da dividere in 2.

Carovane nel deserto, di ritorno a Douz - Leonardo Orlandi

Carovane nel deserto, di ritorno a Douz – Leonardo Orlandi

E’ quasi mezzogiorno quando, pienamente riposati, io e Veronica mettiamo il naso fuori dalla finestra. La temperatura è di 44 gradi, e di fuori non c’è nessuno. C’è uno strano silenzio, come quello che provai a Istanbul durante i fine settimana di lockdown. Chi vive al confine con il deserto sa bene che d’estate si raggiungono (e si superano) queste temperature senza il mimimo problema. Non sono fessi, decidono di chiudere tutto verso le ore 11, per poi riaprire attorno alle 15-16 e fare chiusura prolungata. Noi siamo gli unici che si aggirano per la piazza principale, in cerca di un buon the alla menta e del mio amico Abdellati, colui che ci condurrà nel deserto per la nostra piccola grande avventura sahariana. Non è la prima volta per me nel deserto tunisino, e non vedo l’ora di mostrare alla mia amica Veronica la bellezza del campo e del cielo stellato. Sfortunatamente il periodo per osservare le stelle non è il più indicato: la Luna infatti è ben oltre al primo quarto, e scenderà sotto l’orizzonte ben dopo la mezzanotte. Malgrado le premesse astronomiche non sono le migliori, sono comunque fiducioso di poter puntare la sveglia abbastanza presto per tentare di osservare un po’ di Via Lattea, ma non ho aspettative.

A metà pomeriggio il mio amico Abdellati passa a prenderci con l’autista di un robusto 4×4 che deve aver trasportato parecchie persone in quel mare di sabbia chiamato Sahara. Il viaggio da Douz alla nostra destinazione, il “Campement Grand erg Oriental” è come al solito straordinario. Lasciamo Douz alle nostre spalle, assistendo al rapido cambio di colore della sabbia del deserto, che passa dal bianchiccio-giallognolo tipico della sabbia del “pre deserto” all’ocra, l’arancione e il rosso più puro, reso tutto poetico dal Sole che tramonta. Siamo un po’ in ritardo (siamo partiti tardi perché la temperatura era su valori veramente impossibili per il deserto) ma ottengo almeno una breve sosta per poter osservare il disco solare che scende sotto l’orizzonte. Punto il mio 50-230 Fuji e riesco ad immortalare qualche macchia solare (quando il Sole sta tramontando, se avete un teleobiettivo potete provare a osservarle). Proseguiamo per un’altra ora nel deserto più autentico e arriviamo al campo, in tempo per accendere il fuoco e rilassarci un po’.

Tramonto con macchie solari nel deserto - Leonardo Orlandi

Tramonto con macchie solari nel deserto – Leonardo Orlandi

Dopo la cena, a base di gargoulette (carne d’agnello cotta in anfora sopra alla brace, con verdure e patate) e una tipica pasta locale, oltre che l’immancabile pane berbero cotto sotto alla sabbia e ai tizzoni ardenti, sistemiamo i nostri letti. La temperatura esterna è ancora molto alta, stanotte non c’è inversione termica e riteniamo saggio accomodarci fuori, dormendo sotto le stelle. Prima di chiudere gli occhi mi concedo in una breve lezione di astronomia alla mia amica Veronica, che però mi chiede a sua volta anche delle foto sotto le stelle. Il cielo è meraviglioso, e devo confessare di iniziare a vedere un accenno di Via Lattea con tanto di Luna al 70%, anche se calante. Il problema di non riuscire a vedere la nostra galassia, la Via Lattea per l’appunto, è quello della presenza del disco lunare, che agisce come un enorme faro. Metto la sveglia alle 3 e mezza, facendo due conti al volo: la Luna scende sotto l’orizzonte dopo l’una di notte, ma essendo molto luminosa, la luce rimarrà  comunque visibile anche quando sarà sotto all’orizzonte da un pezzo. L’alba è prevista per le ore 6, ma già dalle 4:45 si inizierà a vedere la luce dell’aurora, quindi ho un’ora scarsa per tentare di osservare un po’ di Via Lattea, tentando un delicato equilibrio tra luce lunare e luce solare. Verso mezzanotte prendo sonno, addormentandomi sotto un tappeto di stelle incredibile nel posto più bello del mondo, il deserto del Sahara.

Alle 3 di notte circa mi sveglio di soprassalto, avvertendo dei rumori. Dopo pochi istanti realizzo che uno dei cani dell’accampamento, dolcissimo, si era disteso accanto a me in quel momento e stava provando a dormire in mia comoagnia. Accendo il telefono per guardare l’ora, dimenticandomi per qualche secondo della mia missione: sono le 3 e 10 circa, mi sono svegliato prima del suono della sveglia. A quel punto mi giro e osservo la Via Lattea più bella della mia vita, commuovendomi come un bambino che assaggia il cioccolato per la prima volta. Piangendo per l’emozione, sveglio la mia amica Veronica che non sembra molto felice dell’interruzione del sonno. La strattono, lacrimando di gioia, e le dico di voltarsi e guardare verso l’alto. Le sue prime parole sono “mi fai delle foto?”. Rimane anche lei a osservare quell’enorme striscia bianca, talmente tanto luminosa da generare l’ombra al suolo.

Ho ancora la pelle d’oca solo a scrivere questo articolo: immaginate di essere nel vostro luogo nel mondo, in compagnia, e svegliarsi improvvisamente nel silenzio della notte sotto quel mare di stelle. C’era così tanto silenzio che mentre osservavo la Via Lattea avevo quasi la sensazione che stesse urlando.

Via Lattea talmente tanto potente da creare l'ombra al suolo - Leonardo Orlandi

Via Lattea talmente tanto potente da creare l’ombra al suolo – Leonardo Orlandi

Con movimenti lenti (a causa del sonno), prendo la fotocamera e la piazzo su una panca, mettendo il portafoglio cercando di creare una pendenza, considerando che sono senza cavalletto. Al minimo movimento sbagliato la fotocamera potrebbe finire nella sabbia e potrei buttare tutto. Il silenzio attorno è totale. Le dune ci circondano silenziose, vegliando su di noi. Le luci sono spente, tranne una di emergenza che non siamo riusciti a spegnere. L’odore della sabbia è totale, profuma quasi di gelsomino, lo annuso a pieni polmoni, è l’odore della felicità. Scatto qualche foto di rito, ma l’assenza del treppiedi si fa sentire e poco dopo ripongo la fotocamera, la paura che cada nella sabbia è troppo grande. Rimaniamo in silenzio per 45 minuti ad ammirare quel tappeto stellare, fino alle primissime luci dell’aurora.

Via Lattea a pochi chilometri da Ksar Ghilane, Tunisia - Foto di Leonardo Orlandi

Via Lattea a pochi chilometri da Ksar Ghilane, Tunisia – Foto di Leonardo Orlandi

Ho viaggiato tanto in vita mia, ho esplorato gran parte del Medio Oriente e ho visitato luoghi che pensavo avrei visto solo sulle riviste. Questo resta forse il momento più bello della mia vita, perché in un colpo solo ha accomunato tutte le mie più grandi passioni: Tunisia, Medio Oriente, Astronomia, meteorologia, fotografia. Auguro a tutte le persone che stanno leggendo questo articolo di vivere piccoli grandi momenti come questi, di carpire quella scarica di adrenalina, di comprendere cosa significa “avere la pelle d’oca” e di rendersi conto di essere felici, invece di guardarsi alle spalle e dire “ero felice e non lo sapevo”. Siate felici e siate consapevoli di esserlo.

Piccola nota astronomica al termine di questo lungo racconto di viaggio in Tunisia: se fossi andato solo una settimana prima, avrei potuto osservare la Via Lattea in tutta la sua interezza e bellezza per tutta la notte, essendo Luna Nuova. Quando è Luna Nuova avete la possibilità di osservare la Via Lattea da un lato all’altro, incluso il centro galattico (nei pressi della costellazione del Sagittario), specialmente tra marzo e ottobre (negli altri mesi il centro galattico è molto basso o non visibile). Osservare il nucleo galattico significa vedere la parte più densa di stelle e di nebulose oscure della Via Lattea, cosa che purtroppo non mi è stato possibile in quanto il centro della Galassia, a fine agosto, tramonta attorno alla mezzanotte, ma io ho potuto osservare la Via Lattea solo dalle 3 alle 4 di notte. Le foto parlano da se: quello che ho inquadrato è il punto della Galassia che interseca il Triangolo Estivo, le tre stelle Vega Deneb e Altair delle costellazioni di Lira, Cigno e Aquila, che nei mesi estivi appaiono all’azimut (sopa di noi) tra le 21 e le 24 circa. Ebbene, come potete vedere dalla seguente foto, scattata a Tenuta delle Ripalte nel 2019, e dalla simulazione di Stellarium, potete subito notare come l’area del Triangolo Estivo non sia proprio la migliore, perché la maggior concentrazione di stelle è nel Sagittario, che nel mio caso però era già abbondantemente sotto l’orizzonte. Senza Luna avrei osservato tutto, e forse sarebbe stato astrofotograficamente anche più bello, ma l’emozione di andare a dormire con un cielo “bello ma normale” e svegliarmi in quel silenzio sotto un tappeto di stelle talmente tanto brillante da fare ombra è stata la cosa che ha fatto la differenza.

Il centro galattico e la costellazione del Sagittario durante il sopralluogo di certificazione dei Cieli Più Belli d'Italia a Tenuta delle Ripalte - Foto di Fabrizio Marra

Il centro galattico e la costellazione del Sagittario durante il sopralluogo di certificazione dei Cieli Più Belli d’Italia a Tenuta delle Ripalte – Foto di Fabrizio Marra

 

Come sarebbe stata la Via Lattea se fosse stata visibile già dalle 22:00 senza la Luna. Come potete vedere, il centro galattico (Costellazione del Sagittario) è di gran lunga la parte più bella da vedere, ma dopo l'una di notte scende sotto l'orizzonte. Nella foto sopra, scattata da Fabrizio Marra, si può riconoscere chiaramente il centro galattico - Stellarium

Come sarebbe stata la Via Lattea se fosse stata visibile già dalle 22:00 senza la Luna. Come potete vedere, il centro galattico (Costellazione del Sagittario) è di gran lunga la parte più bella da vedere, ma dopo l’una di notte scende sotto l’orizzonte. Nella foto sopra, scattata da Fabrizio Marra, si può riconoscere chiaramente il centro galattico – Stellarium

 

La Via Lattea visibile nel cuore della notte, finalmente senza Luna ma con nucleo galattico ormai abbondantemente tramontato. Nonostante quella inquadrata non sia la parte più luminosa della nostra Galassia, la Via Lattea faceva ombra. Pensate come sarebbe stato appena una settimana prima, senza Luna - Stellarium

La Via Lattea visibile nel cuore della notte, finalmente senza Luna ma con nucleo galattico ormai abbondantemente tramontato. Nonostante quella inquadrata non sia la parte più luminosa della nostra Galassia, la Via Lattea faceva ombra. Pensate come sarebbe stato appena una settimana prima, senza Luna – Stellarium

Chiudo l’articolo di viaggio con una considerazione: ecco come avremmo potuto vedere il cielo stellato in Italia, almeno nelle zone interne, se solo si fossero seguite le più basilari regole per arginare l’inquinamento luminoso. Invece questo patrimonio, che noi stiamo cercando di salvaguardare con il progetto dei Cieli Più Belli d’Italia, lo stiamo perdendo ogni anno sempre di più.

Il grande erg sahariano al mattino - Leonardo Orlandi

Il grande erg sahariano al mattino – Leonardo Orlandi

Accampamento nel deserto - Leonardo Orlandi

Accampamento nel deserto – Leonardo Orlandi

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