Ci sono volute poche ore per avere una risposta. La scia di fuoco che ha solcato il cielo del Sud Italia alle 5:44 di lunedì 13 aprile era spazzatura spaziale: un razzo cinese in rientro incontrollato nell’atmosfera terrestre.
A sciogliere definitivamente il dubbio sono stati gli esperti dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte (INAF, Napoli), che grazie alle immagini delle telecamere All Sky hanno escluso l’ipotesi del bolide meteoritico e identificato l’oggetto: si tratta del razzo cinese Xinzhengcheng02, lanciato il 30 marzo 2026. Il quadro era già emerso chiaramente nelle prime ore dalla comparsa delle immagini: la scia frammentata, la traiettoria quasi orizzontale, il colore rosa-rosso, la durata di diversi secondi — tutto puntava in questa direzione.
Le analisi tecniche più specifiche indicano che si tratterebbe del corpo ZK-2 R/B, stadio superiore del vettore Kinetica-2 impiegato nella missione XINZHENGCHENG 02 partita dal cosmodromo di Jiuquan. Un’identificazione non ancora formalizzata ufficialmente ma coerente con i dati orbitali disponibili.
L’oggetto, ormai fuori servizio da tredici giorni, ha percorso i suoi ultimi chilometri sopra Campania, Puglia e Basilicata prima di disintegrarsi definitivamente nell’alta atmosfera. Nessun frammento significativo ha raggiunto il suolo. A immortalarlo ci sono centinaia di video e fotografie arrivati da Napoli, Avellino, Venafro, dai Monti Dauni e dal Gargano.
La storia si chiude qui — almeno per questo frammento. Ma i detriti in orbita attorno alla Terra sono ancora circa 130 milioni, secondo le Nazioni Unite. Non sarà l’ultima volta che uno di loro trasformerà un’alba ordinaria in qualcosa di indimenticabile.
→ L’articolo originale con l’analisi visiva e le testimonianze: Scia di fuoco alle 5:44

