Equinozio d’autunno 22 settembre 2025, finisce l’estate astronomica e cambia la stagione, ecco cosa succede

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Il 20 settembre 2025 avremo l’ingresso nell’Autunno astronomico e la fine dell’Estate astronomica, in quanto attorno alle ore 20:20 avremo L’Equinozio d’Autunno

Dopo una lunga e calda estate, il 22 settembre arriva il turno del cambio di stagione: con l’equinozio d’autunno finisce l’estate astronomica e inizia l’autunno astronomico. Come per l’equinozio di primavera, l’equinozio d’autunno è il momento in cui nessuno dei due poli è proiettato nella direzione del Sole, e in questo modo i raggi solari sono esattamente perpendicolari (con un angolo di 90 gradi) all’Equatore. La conseguenza diretta è che spostandosi da Nord a Sud, ogni zona della Terra riceve la stessa quantità di ore di luce, ovver 12, e di buio, indipendentemente se ci si trova molto a Nord dell’Equatore o molto a Sud. Ne deriva una differenza notevolissima con i solstizi, perchè in quel caso uno dei due poli è proteso maggiormente verso il Sole, l’altro invece, trovandosi in direzione opposta, riceve ovviamente minor insolazione.

In parole povere, l’equatore riceve i raggi del Sole in modo perpendicolare, e ogni zona del globo, per i due giorni dell’equinozio (quello di primavera c’è stato il 20 marzo, quello d’autunno il 22 settembre) per 24 ore. Ne consegue che, i giorni a seguire dell’equinozio, le ore di luce e di buio cambieranno man mano che ci si posta a sud o a Nord dell’Equatore. Questo significa che se il 20 settembre avremo 12 ore di luce da Nord a Sud, il 25 settembre avremo, a un migliaio di chilometri a Sud dell’Equatore, 12.40h di luce, mentre un migliaio di chilometri a Nord avremo 11.20h di luce, fino ad arrivare al giorno del solstizio d’inverno, il momento in cui nell’emisfero settentrionale – o boreale – l’insolazione è la minima e le ore di luce raggiungono la minima durata rispetto alle ore di buio, mentre nell’emisfero meridionale – o australe – abbiamo il massimo di ore di luce rispetto al buio. Ricordiamoci che le stagioni sono invertite nei vari poli: se da noi è inverno, in Australia e Sud America è estate, e viceversa.

Occorre infine ricordare che c’è una differenza tra stagioni astronomiche e stagioni meteorologiche. Le stagioni astronomiche sono ben delineate appunto dagli equinozi e dai solstizi, mentre quelle meteorologiche non hanno una demarcazione ben definita. Negli ultimi anni, anche a causa dell’aumento dei fenomeni di estremizzazione del clima, a causa del surriscaldamento globale per cause antropiche, le stagioni hanno iniziato via via ad essere sfumate: spesso anche inizio ottobre è estate quasi piena, oppure marzo e inizio aprile possono essere mesi pienamente invernali, quindi, non essendoci un interruttore che applica automaticamente il cambio di stagione, non bisogna automaticamente collegare il cambio di stagione con gli equinozi e i solstizi, sarebbe un grosso sbaglio.

L’equinozio d’autunno è anche fonte di festeggiamenti e sagre in moltissimi paesi del mondo, fin dall’antichità: in Giappone abbiamo lo Shūbun No Hi, una delle feste di transizione più importanti del Paese (si celebra il 23 settembre di ogni anno), dedicato ai raccolti, al buon auspicio e al ricordo dei propri cari defunti, portando fiori sulle tombe e facendo passeggiate tra gli aceri che iniziano il loro foliage. La festa si interseca nella settimana di Higan, un periodo in cui i giapponesi riflettono molto sulla trasnitorietà della loro esistenza. In Lituania, a Vilnius, migliaia di candele illuminano il fiume Neris per dare il benvenuto all’autunno, mentre la città si riempie di sagre e mercatini di ogni tipo. A Machu Picchu, l’antica città Inca e una delle 7 meraviglie del mondo antico, decine di migliaia di persone si recano qui per osservare la pietra intihuatana e la proiezione dei raggi del sole sulla pietra, che al momento dell’equinozio non produce ombre.

In Corea del Sud abbiamo la festa del Chuseok, in cui si effettua il charye, rituale che consiste nel fare offerte di cibo in onore dei cari defunti e come ringraziamento per il raccolto e la bella stagione, e a seguire grandi raduni in famiglia con abbuffate di cibo, tra cui i songpyeon, dolci di riso a forma di mezzaluna con sesamo, castagne o fagioli rossi. In Messico, similmente a Machu Picchu, migliaia di persone si riversano qui per ammirare a Chichen Itza un gioco di ombre chiamato “serpente di luce”, in cui i raggi solari producono un ombra sinuosa dalla forma di un serpente.

Il ciclo delle stagioni, si evince che nei giorni di solstizio d'estate e solstizio d'inverno, uno dei due poli sia protratto verso il Sole e l'altro no, mentre nei giorni degli equinozi non ci sono differenze nello sbilanciamento - fonte foto UniqueVisitor

Il ciclo delle stagioni, si evince che nei giorni di solstizio d’estate e solstizio d’inverno, uno dei due poli sia protratto verso il Sole e l’altro no, mentre nei giorni degli equinozi non ci sono differenze nello sbilanciamento – fonte foto UniqueVisitor

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