Il 19 agosto è la Giornata mondiale della fotografia: l’importanza di osservare e fotografare le stelle

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Giornata Mondiale della Fotografia: catturare l’immensità dell’universo e la Via Lattea, nonostante l’inquinamento luminoso

Ogni anno, il 19 agosto si celebra la Giornata Mondiale della Fotografia, una ricorrenza che invita a riflettere sull’arte e sulla tecnica della fotografia, nonché sull’importanza di preservare la memoria attraverso l’immagine. Ispirata dalla creazione della dagherrotipia nel 1839 da parte di Louis Daguerre, questa giornata celebra il potere della fotografia di raccontare storie, documentare momenti storici e catturare l’invisibile, come il vasto e misterioso cielo notturno. La fotografia all’inizio era una cosa da ricchi, i pochi fotografi in possesso di macchine fotografiche ricevevano su appuntamento, in cambio di un generoso compenso, famiglie intere per poter fare lo scatto di famiglia. Si pensava che, vista la complessità e il costo dei primi apparecchi fotografici, che la fotografia sarebbe stata appannaggio dei ricchi, eppure oggi, a distanza di quasi 200 anni dai primi apparecchi fotografici, le fotocamere si sono ridotte ad una dimensione tale da far parte dei nostri telefoni cellulari.

La Giornata Mondiale della Fotografia, che si celebra il 19 di agosto,  è stata istituita per riconoscere il valore della fotografia come mezzo di espressione, ma anche per celebrare l’evoluzione tecnologica che ha permesso di rendere accessibile l’arte della fotografia a milioni di persone in tutto il mondo. Dai primi esperimenti su lastra metallica fino alle fotocamere digitali moderne e agli smartphone, la fotografia ha trasformato il modo in cui vediamo e interpretiamo il mondo. In questa giornata, fotografi di ogni livello, da amatori a professionisti, si uniscono per riflettere sul suo impatto e sulla sua capacità di influenzare la società.

Noi in Astronomitaly ci occupiamo non solo di organizzare eventi ed esperienze astronomiche con telescopio in formula privata, ma anche di individuare e certificare le migliori destinazioni fra i Cieli Più Belli d’Italia. Nell’ottica di una certificazione, dopo aver individuato una location interessante sotto il profilo del basso inquinamento luminoso, ci rechiamo a svolgere il sopralluogo video-fotografico, fotografando la struttura in versione notturna da ogni angolazione possibile e immaginabile. Durante questo sopralluogo, della durata di due o tre notti, cerchiamo di immortalare ogni scatto della struttura sotto la Via Lattea, sia con scatti singoli che con dei veri e propri timelapse. La fotografia notturna, detta astro-fotografia, fa parte del nostro lavoro, e anno dopo anno, ci rendiamo conto che inizia ad essere sempre più difficile trovare delle location completamente al buio dove poter fare delle foto alla Via Lattea e alla volta celeste. Potete trovare maggiori informazioni sul gravoso problema dell’inquinamento luminoso in questo lungo articolo di analisi.

La Via Lattea fotografata al Castello di Semivicoli - cielo suurbano, foto di Fabrizio Marra

La Via Lattea fotografata al Castello di Semivicoli – cielo suurbano, foto di Fabrizio Marra

Uno degli aspetti più affascinanti della fotografia astronomica che realizziamo durante i sopralluoghi di certificazione dei Cieli Più Belli d’Italia è la possibilità di catturare la vastità della nostra casa, la Via Lattea, anche se ne riusciamo a vedere solo una parte (noi siamo su un braccio esterno, e la zona compresa tra lo Scorpione e il Sagittario è quella dove c’è il centro) e sfortunatamente solo nei periodi di Luna Nuova tra aprile e ottobre (negli altri periodi di Luna Nuova residui, la parte principale della Via Lattea non è visibile, se non a piccoli tratti, e ci viene mostrata solo una zona meno periferica, comunque affascinante, ma decisamente meno “appariscente”).

Via Lattea fotografata a inizio aprile alle 3:30 di notte a Tenuta delle Ripalte, Isola d'Elba - foto di Fabrizio Marra

Via Lattea fotografata a inizio aprile alle 3:30 di notte a Tenuta delle Ripalte, Isola d’Elba – foto di Fabrizio Marra

Tuttavia, come detto sopra, il cielo notturno è sempre più ostacolato da un nemico invisibile: l’inquinamento luminoso. L’inquinamento luminoso è causato da una eccessiva o mal direzionata illuminazione artificiale che non solo riduce la visibilità delle stelle e di altri oggetti celesti, ma influisce anche sulla nostra capacità di osservare e fotografare il cielo in tutta la sua bellezza. Le luci delle città, dei fari e delle strade si riflettono nell’atmosfera, creando un alone che può nascondere anche le più spettacolari costellazioni e la maestosità della Via Lattea. Altro problema è che quando sono rpesenti nubi basse, nebbie, foschie o stratificazioni, anche se ci troviamo in un posto particolarmente buio, l’inquinamento luminoso proveniente da lontano sarà comunque molto più evidente (mentre in presenza di venti da Nord, come la tramontana, rende il cielo libero e privo di polveri e umidità, aumentando la qualità del buio).

Qualche tecnica per fotografare la Via Lattea:

  1. trovare un punto il più lontano possibile dalle luci della città e dalle principali fonti di inquinamento luminoso, fondamentale per la fotografia della Via Lattea nella migliore modalià possibile (cercate le località anche in base alle mappe dell’inquinamento luminoso su lightpollutionmap);
  2. impostare tassativamente la fotocamera in modalità manuale: se tentate di usare la modalità automatica, non fotograferete niente! E’ essenziale usare una reflex o una mirorless dotata di un obiettivo grandangolare, possibilemente attorno all’f2.8. Un obiettivo davvero incredibile che uso quotidianamente è il Samyang f2.8 14 mm, che mi consente di evitare l’effetto fish-eye estremo e avere un’ottima apertura;
  3. dotarsi di treppiedi, possibilmente professionale e stabile: l’astrofotogafia richiede tempi lunghi, se il treppiedi non è buono o non è stabile, basta una folata di vento per ampliare il micromosso e farvi buttare la fotografia! Per la fotografia astronomica alla Via Lattea dovete aprire l’apertura al massimo e alzare gli ISO, ma attenzione a non alzarli troppo, o la foto verrà bruciata o sovraesposta, o peggio, con un rumore fotografico insostenibile! La scelta decisiva sta nel tempo di scatto: più lasciate la fotocamera a scattare, più luce entrerà e più la Via Lattea è visibile, ma attenzione a non abbondare, se provate tempi di scatto di 4 o 8 minuti, la foto peserà tantissimo, l’otturatore chiederà pietà e le stelle saranno allungate (potete ottenere lo stesso effetto in post-produzione senza massacrare l’otturatore). Mi raccomando, scattate in modalità RAW/RAF e non in JPG, o farete molta fatica a lavorare la foto in post-produzione!
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