Giornata mondiale degli Ufo, il 2 luglio si celebrano gli “oggetti volanti non identificati”

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Il 2 luglio si celebra la giornata degli UFO, gli oggetti volanti non identificati, fra scienza e leggenda

Ogni 2 luglio si celebra il Wolrd UFO Day, la giornata mondiale degli UFO, o oggetti volanti non identificati (unidentified flying object) che non si tratta solo di un’occasione per indossare cappellini d’alluminio o postare meme a tema alieno sui propri social (usanze tipicamente americane, gli americani di queste feste e celebrazioni ne vanno pazzi!): è una ricorrenza nata con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’esistenza di oggetti volanti non identificati e stimolare la trasparenza dei governi sui fenomeni inspiegabili nei cieli.

E’ infatti vero che gran parte degli UFO in realtà poi si dimostrano essere oggetti riconoscibilissimi, tra uccelli, animali vari, video fake e montaggi di pessima qualità, altri velivoli, fotografie storte o pixel bruciati, quindi dopo una dovuta operazione di fact-checking (che fino a 10-15 anni fa era alquanto difficile, e molti video incriminati con potenziali UFO sono stati smentiti solo di recente, ma è anche vero che ci sono stati episodi, nel corso della storia, inspiegabili, e che saltuariamente avvengono ancora oggi degli avvistamenti interessanti, di difficile spiegazione (merito anche del fatto che ormai quasi ogni persona del mondo ha un telefono, che siamo sempre connessi, quindi ogni cosa inizia a non passare più inosservata, e le notizie possono fare il giro del mondo in pochi minuti).

La data del 2 luglio non è casuale: coincide con l’anniversario del presunto incidente di Roswell, avvenuto nel 1947 nel Nuovo Messico. Secondo le versioni più discusse, un oggetto volante precipitò in una zona desertica, dando vita a uno dei casi più celebri della storia ufologica. L’episodio alimentò un’ondata di speculazioni su extraterrestri, navicelle spaziali e insabbiamenti da parte delle autorità militari. Ancora oggi, Roswell è un simbolo della cultura UFO e ospita un museo dedicato agli alieni visitato da turisti da tutto il mondo.

Erroneamente a quanto si pensa, la zona dove c’è stato l’incidente di Roswell (New Mexico) non è quella dove ora si trova l’Area 51 (Nevada), anche se le due aree sono molto vicine, appena 200 km di distanza. Mentre ciò che si trova nell’area 51 aleggia nel mistero più totale (dalle teorie fantascientifiche che parlano di ritrovamento di corpi alieni a interi dischi volanti, mentre le teorie più accreditate parlano semplicemente di zone dove si sviluppa tecnologia militare top secret, in modo particolare si pensa che qui vengano sviluppate le tecnologie Stealth per gli aerei a velocità ipersonica) e non è dato sapere niente di ciò che avviene al suo interno, sull’incidente di Roswell ci sono in realtà testimonianze dirette: il 2 luglio 1947 nei pressi di un Ranch furono recuperati dei resti di un materiale mai visto prima, impossibili da piegare o bruciare, così come presunti corpi di entità aliene. Il primo comunicato, che fece il giro del mondo, parlò apertamente di disci volanti e di tecnologia aliena recuperata, ma fu subito rettificato con un secondo comunicato che parlava di recupero di una sonda meteorologica. Solo nel 1994 la verità venne a galla: si trattò dei resti di un pallone-spia o do un qualche tipo di tecnologia top secret appartenuta al Progetto Mogul, un progetto (si era agli inizi della Guerra Fredda fra Stalin e Truman) per la rilevazione di ipotetici test nucleari o radiazioni sovietiche, e i manichini altro non erano che simulazioni di umani all’interno di questa sorta di pallone sonda. Gli ulteriori comunicati e le dichiarazioni del 1994 non sono però riuscite a convincere milioni di persone nel mondo, che credono ancora che in realtà sia stato insabbiato il ritrovamento di tecnologie aliene, collegando il tutto alla vicina Area 51.

Ma parlare di UFO oggi significa affrontare anche una nuova fase del discorso pubblico. Negli ultimi anni, la questione è tornata d’attualità grazie al rilascio di documenti da parte del Pentagono e ad alcune dichiarazioni di piloti e militari statunitensi che hanno osservato fenomeni aerei “anomali” nei cieli. Si è aperta così una riflessione che travalica la fantascienza e investe temi legati alla tecnologia, alla sicurezza e alla scienza.

A giugno del 2024 è stata osservata dall'Italia questa curiosa forma nel cielo: apparteneva ad un razzo e quel cerchio che vedete è il propellente che viene espulso - foto di Mauro Indelicato

A giugno del 2024 è stata osservata dall’Italia questa curiosa forma nel cielo: apparteneva ad un razzo e quel cerchio che vedete è il propellente che viene espulso – foto di Mauro Indelicato

La Giornata Mondiale degli UFO è anche un’occasione per riflettere sul nostro posto nell’universo. Davvero siamo soli in un cosmo così vasto? Con miliardi di galassie e una quantità incalcolabile di pianeti, è quasi naturale porsi domande sull’esistenza di altre forme di vita. Non è un caso che l’interesse verso il cielo notturno si intrecci con il crescente fascino per l’astronomia amatoriale, l’astrofotografia e l’esplorazione spaziale, e che molto spesso noi stessi, durante le esperienze astronomiche con telescopio, sia in formula privata che aperte al pubblico, ci capiti di osservare qualche volta dei fenomeni che a lungo termine sono spiegabili, ma che sul momento ci colgono perplessi o alla quale non sappiamo dare una risposta immediata. Uno dei casi più eclatanti, ma alla quale ormai abbiamo capito come e quando rispondere, è quello delle saltuarie osservazioni di linee di oggetti luminosi uno dietro l’altro: appartengono, nella totalità dei casi, ai lanci dei satelliti Starlink della comagnia dell’uomo al momento più potente del mondo.

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